Seminario Neuroscienze
Seminario 6 giugno 2009
Associazione Mare Aperto
Dott.ssa Tiziana Di Biagio
News in Neuroscienze : cervello e mente – hardware e software a confronto.
· Definizione di neuroscienze
Le neuroscienze studiano il sistema nervoso centrale e del periferico nelle sue componenti strutturali, funzionali, biochimiche, farmacologiche e patologiche.
Lo studio biologico dell'encefalo è un campo interdisciplinare che coinvolge molti livelli, da quello molecolare, a quello cellulare (neuronale) fino ai grandi sistemi della corteccia cerebrale e dal cervelletto
· Il cervello
Il nostro cervello è il risultato di milioni di anni di evoluzione e conserva nella sua compagine le tappe della sua storia filogenetica : una struttura rettiliana (midollo allungato e gangli della base) da cui provengono le pulsioni istintive, una dei mammiferi inferiori (il sistema limbico) dove arrivano i segnali sensoriali e il cervello dei primati (corteccia) con sviluppo del lobo frontale generatore del pensiero astratto, della organizzazione del comportamento in sequenze logiche ed in serie temporale,della inibizione delle risposte automatiche inappropriate agli stimoli ambientali. Il sistema limbico è stata la prima zona cerebrale a svilupparsi nei mammiferi; solo in seguito, e partendo da questa zona, si è formata la neocorteccia
che è l’area cerebrale deputata ai processi di pensiero. Essa comprende quanto viene percepito dai sensi, genera i sentimenti, programma a lungo termine e di escogitare strategie cognitive. Nei primati, soprattutto nell’uomo, il rapporto fra neocorteccia e sistema limbico è potenziato rispetto alle altre specie, ovvero disponiamo di un numero maggiore di interconnessioni cerebrali fra i due sistemi, che ci permette di avere un’ampissima gamma di risposte emozionali e dunque un’evoluta competenza emotiva.
La coscienza, che riteniamo distinguerci dal resto degli esseri viventi e che possiamo definire come la consapevolezza (o la rappresentazione) di noi stessi in rapporto al mondo percepito, ha dei meccanismi molto lenti ai fini della sopravvivenza. Sono i messaggi ancestrali codificati geneticamente nella parte più antica della struttura cerebrale che permettono la nostra conservazione ( esperimento dell’uccellino appena nato : se si fa passare sopra il pulcino un’ombra simile a quella di un falco, il piccolo, pur non avendo esperienza del predatore, reagisce a livello cerebrale con attività registrabili e manifesta una reazione che si chiama feeling, cioè si immobilizza e diventa più piccolo per non farsi notare. questo accade perché il pericolo rappresentato dal predatore è codificato, come traccia mestica permanente impressa da uno stimolo, ma in questo caso trasmessa geneticamente, nella sua amigdala). Il fenomeno della coscienza secondo Penrose e Hameroff si fonda sull’unitarietà dell’esperienza conscia che coinvolge non singole aree ma l’organismo nel suo insieme. La struttura elettiva sarebbero i microtubuli cerebrali , reti polimeriche di proteine all’interno della cellula, formati a loro volta da dimeri di tubulina. Gli anestetici generali abolirebbero la coscienza interferendo con il passaggio di elettroni tra i dimeri di tubulina che hanno la capacità di comportarsi come un’unica struttura
Il cervello è costituito da due emisferi connessi da un fascio di fibre nervoso detto corpo calloso.
Nell’uomo si è sviluppata una dominanza dell’emisfero sinistro con accentuazione delle capacità di tipo logico che hanno come centro di integrazione l’area di Wernike (in sede temporale mediana) e l’area di espressione del linguaggio di Broca (in sede temporale prefrontale). La metà sinistra dell’encefalo interpreta i fatti attraverso un ragionamento analitico-deduttivo, mentre la parte destra ha una visione intuitivo-olistica dello stimolo rilevandone la componente emozionale e una capacità analogica, cogliendo la visione complessiva e sintetica dei fatti. Inoltre essa è collegata a capacità creative artistiche; I due emisferi si scambiano informazioni e lavorano in sinergia : il destro raccoglie le emozioni e il sinistro gli dà voce (esperimento del soggetto con anestesia profonda dell’emisfero sinistro ed emisfero destro funzionante: se gli si dà un oggetto in mano egli avrà una percezione complessiva dell’oggetto ad opera dell’emisfero destro, ma non è in grado di descriverlo perché le parole vengono formate dalla parte sinistra dell’encefalo, temporaneamente inattivata). Quindi la parte destra (ri)conosce complessivamente l’oggetto ma la sinistra ne dà l’interpretazione indicandone il nome.
· Ma cos’è il cervello?
Un insieme di 100 miliardi di cellule specializzate (neuroni) e altrettante (se on addirittura di più) di cellule di gliali. Ogni neurone costituisce fino a 100 mila connessioni sinaptiche. Tali connessioni sono plastiche, cioè possono rafforzarsi, indebolirsi, essere eliminate o formarsi ex novo sulla base della precedente attività e di nuovi eventi esperenziali. L’encefalo rappresenta solo il 2% del peso complessivo dell’uomo, eppure il 20% del patrimonio genetico è riservato alla determinazione delle strutture neuronali.
Il cervello è’ il centro di comando e controllo di tutte le funzioni del corpo ed insieme al midollo spinale costituisce il SNC. Riceve gli input sensoriali interni/esterni e risponde ad essi con comandi verso gli organi effettori (muscoli. ghiandole, ecc. ), genera e controlla la motricità, oltre ad essere la sede degli stati mentali, delle emozioni e dei sentimenti. La scoperta di cellule totipotenti nel cervello ha ormai eliminato il dogma dell’impossibilità di ricostituire il patrimonio neuronale.
· Definizione della mente
Nessuno sa che cosa sia realmente la mente, di essa sappiamo per esperienza che forma i pensieri; durante il periodo di accrescimento (dalla nascita all’adolescenza) la mente codifica e immagazzina le informazioni che provengono dal mondo esterno e interno. Comunque ognuno di noi è sicuro della sua esistenza perché sperimentiamo ogni giorno, pensieri, sensazioni, emozioni, sentimenti, insomma stati psicologici interni.
Quando si parla di cervello si è soliti distinguere una dimensione fisica, organica, l‘encefalo e una “eterea”, la mente, ovvero gli stati interni che identifichiamo con il pensiero, le sensazioni, gli stati d’animo. Viene alla mente subito la similitudine con il computer : il cervello come hardware e il la mente come software
Ancora oggi gli scienziati non hanno risolto la questione seguente : “è la nostra mente un’entità eterea, dissociata dal mondo fisico oppure è un parto del nostro organo cervello? ”.
· Teorie sul cervello e la mente
Ci sono varie teorie in merito di cui le più note sono :
1. dualismo cartesiano = res extensa e res cogitans
corpo (res extensa) caratterizzato da estensione, limitazione, non consapevolezza, descrivibile tramite parametri della fisica (forza e movimento) e separato dalla mente (res cogitans) qualificata da in estensione, libertà, consapevolezza, propria dell’uomo. ). Le due parti interagiscono causalmente e il contatto secondo Cartesio avverrebbe a livello della gh. pineale .
Il limite della teoria è rappresentato dal fatto che al momento dell’intereazione dei due sistemi verrebbe invalidato il primo principio della termodinamica (conservazione dell’energia, della massa e della quantità di moto) : un sistema fisico è chiuso e nessun evento fisico può accadere se non è provocato da qualcosa che appartiene al sistema fisico stesso. Secondo il famoso scienziato Eccles, assertore di un moderno dualismo, questo ostacolo verrebbe superato, alla luce della fisica quantistica, dalla interazione dei due sistemi a livello delle strutture submicroscopiche dei neuroni.
2. comportamentismo logico : “ la mente è ciò che il corpo fa” ovvero l’uomo è una risposta comportamentale (output) a stimoli esterni misurabili (input), per cui cose impalpabili come sentimenti, emozioni, pensieri non essendo misurabili, esorbitano dal campo della scienza.
Il limite di questa ipotesi è che non tutti gli stimoli danno per forza risposte comportamentali, come nel caso di un soldato addestrato a sopportare il dolore senza mostrare reazioni (berretti verdi della USArmy). Inoltre lo studio del comportamento dei malati mentali non è un valido ausilio per la cura degli stessi che, invece, si avvale dell’analisi profonda degli stati mentali interni (validità della psicoterapia).
3. fisicalismo : gli stati mentali sono stati fisici in quanto prodotti da meccanismi neurofisiologici perché “Se ammettiamo che le sensazioni non hanno caratteri fisici esse non potrebbero essere indagate dalla scienza”. Le nuove metodiche di imaging non invasive, come la fMRI (Risonanza Magnetica Funzionale per Immagini), che evidenziano le zone cerebrali che si attivano quando viene portato uno stimolo fisico o anche psicologico, sembrano proprio dimostrare che anche gli stati psicologici reattivi agli input possono essere “fotografati”. Tali tecniche danno una rappresentazione precisa delle strutture cerebrali e del funzionamento dinamico, così da evidenziare quali aree si attivano quando viene somministrato un determinato input. La fMRI, in particolare, permette di misurare l’afflusso differenziale emodinamico nelle diverse aree del cervello e quindi il consumo do O2. Le immagini "colorate" dal maggior flusso di emoglobina indicano le zone "calde" attivate da stati di alterazione, dolore e agitazione. E’ possibile non solo capire se una persona ha intenzione di muovere un braccio o una gamba, ma anche se sta effettuando un’operazione aritmetica., se si tratta di una somma o di una sottrazione, osservando la sua attività cerebrale.
).
funzionalismo :(intelligenza artificiale) : gli stati mentali sono indipendenti dal loro supporto, come i programmi, che possono funzionare su hardware diversi. “ Perché il filosofo dovrebbe escludere che un marziano, dotato di un cervello di silicio, possa provare dolore, nel caso in cui il silicio fosse debitamente organizzato. E perché si dovrebbe escludere che una macchina possa avere stati mentali e credenze, se opportunamente programmate”. Però i computer attuali ancora non pensano, essi sono in grado di usare la sintassi, ma non la semantica mentale, ovvero come le parole vengono inserite nelle frasi e come vengono codificati i significati delle parole. Anche se già esistono apparecchiature in grado di rilevare gli schemi di attività motoria del cervello e in tal modo consentire di muovere con il solo pensiero il cursore di un computer su un monitor o un braccio artificiale (BCI -brain-computer interfaces cioè interfacce cervello-computer - due articoli di Nature del 13 luglio 2006 si riferiscono ad uno studio condotto su un uomo di 25 anni, Matt N., tetraplegico a causa di un incidente avvenuto 3 anni prima dell’impianto della BCI,. Durante l’esperimento Matt ricevette un impianto di microchip nella corteccia motoria, l’area del cervello implicata nel controllo dei movimenti. Gli elettrodi hanno registrato la sua attività cerebrale e grazie ad un sistema informatico molto complesso venivano decodificati gli schemi dell’area motoria in tempo reale e inviati ad un braccio meccanico che permetteva al soggetto di comandare la presa di oggetti, il puntatore del mouse di un computer, di leggere la posta elettronica, di controllare un televisore ). Nel 2008 in un articolo pubblicato sulla rivista "Science", i ricercatori di una Università Americana- diretti dall'informatico Tom M. Mitchell e dal neuroscienziato Marcel Just - hanno dimostrato di essere in grado di rilevare, attraverso la risonanza magnetica funzionale, le aree del cervello che sono attivate quando una persona pensa una specifica parola. Successivamente hanno iniziato a prevedere gli schemi di attivazione cerebrale per oggetti esperiti attraverso i sensi. Insomma, l’esistenza di una macchina leggi pensieri non sembra più una ipotesi fantascientifica…. Recentemente è stata diffusa la notizia che un tribunale indiano ha condannato all’ergastolo una persona sulla base dei risultati di una risonanza magnetica funzionale , fidando sul fatto che quando si mente si attiverebbero più aree cerebrali di quando si dice la verità.
4. monismo : sostanziale unità dell’essere.
Mente e cervello sono due modalità della stessa essenza, secondo l’idea originaria di Russel. L’esempio del libro può adattarsi al caso nostro per spiegare metaforicamente questa duplicità : il libro si identifica sia nella sua parte materiale costituita da pagine cartacee, caratteri tipografici, inchiostro, che nella sua parte di contenuto filosofico, scientifico, letterario, ecc. Nella concezione cartesiana invece era stata fatta una separazione netta tra res extensa (il corpo) e res cogitans (il pensiero).
Antonio Damasio, neuroscienziato di origine portoghese, è fautore dell’unità mente-corpo contro il dualismo di Cartesio. In suo libro dichiara che il filosofo aveva commesso due errori : quello di aver diviso il corpo dalla mente e quello di non aver considerato il ruolo centrale delle emozioni nelle decisioni. Secondo questo studioso le nostre quotidiane decisioni, anche le più banali, del tipo “vieni a cena da me stasera” a cui noi rispondiamo si/no in qualche millisecondo, richiederebbero una massa di elaborazioni così ampia che sarebbe impossibile fare in un tempo tanto ristretto. E allora come facciamo a reagire così velocemente? Secondo la sua ipotesi del marcatore somatico, Damasio postula un processo automatico, operato dai cosiddetti “marcatori somatici”, che interviene insieme o in alternativa al ragionamento, e serve a favorire o escludere immediatamente alcune delle scelte possibili. I marcatori somatici sono costituiti da sensazioni emotive, corporee, viscerali che fungono da segnali positivi o negativi (incentivanti o limitanti) che marcano le opzioni implicate nella decisione, così da renderla più efficiente e facilitare la scelta rapida entro un numero ristretto di alternative. Tali emozioni e sentimenti sono stati connessi, tramite l’apprendimento, a previsti esiti futuri di certi scenari.
P.C. e cervello : le differenze
il computer è una macchina assolutamente stupida nella quale immettiamo dei dati; la risposta che avremo è predeterminata dagli stessi dati introdotti. Il computer ha la capacita' computazionale cioè è in grado di memorizzare elaborare e trasmettere informazioni. Il cervello, invece, ha capacità interpretativa e intenzionale.
· l’hardware del p.c. è statico mentre quello del cervello si modifica nel tempo (nascita e morte dei neuroni – costruzione di nuovi percorsi neurali )
· nel p.c. il software può essere diversificato (si può installare windows, solaris, ecc.), nel cervello il programma non può essere variato a meno di indurre la morte dell’io cosciente
· nel p.c. il software è un’entità esterna, mentre nel cervello è increto dall’hardware come funzione evolutiva dell’organo stesso
· il p.c. processa simboli e prospetta un modello di tipo sintattico, cioè elabora ma non comprende il significato, mentre il cervello segue un modello semantico, ovvero interpretativo.
· Il p.c. è un elaboratore seriale molto veloce, il cervello un elaboratore elettrochimico con propagazione lenta del segnale.
NEWS
Il cervello cresce anche in età avanzata
La nostra materia grigia, infatti, se allenata e sollecitata con nuovi stimoli, si sviluppa anche dopo i cinquant'anni.
Emerge da una ricerca dell'universita' di Amburgo dove sono stati testati degli adulti, tra i 50 e i 67 anni, sottoposti per tre mesi all’apprendimento di giochi di prestigio. Il risultato è che il cervello si mantiene attivo con l'apprendimento di nuovi movimenti. Inoltre, se gli esercizi vengono interrotti, la materia grigia si assottiglia. Le regioni cerebrali incrementate erano l'ippocampo, l'area preposta a fissare i ricordi nel tempo e nello spazio, e il nucleus accumbens, l'area cerebrale coinvolta nel piacere.
Olfatto, gusto, memoria”
“In una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito resi indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa [...].
M. Proust
Il sistema olfattivo è coinvolto in funzioni istintive essenziali per la sopravvivenza degli animali : sessualità, riproduzione, rapporto madre-piccoli, procacciamento del cibo, rapporto prede-predatore. Nell’uomo l’olfatto è collegato alla emozionalità e alla memoria, svolgendo un collegamento tra senso-emozionalità e ricordo. In malattie degenerative come Alzheimer e Parkinson l’olfatto spesso è coinvolto, talora come sintomo di esordio.
Neuroni specchio
Una delle più recenti scoperte (2007) è quella fatta da Vittorio Gallese, ricercatore del dipartimento di neuroscienze di Parma, relativamente ai neuroni specchio : neuroni che entrano in azione sia quando facciamo un’azione e che quando si osserva l’azione compiuta dagli altri. Attraverso di essi l’osservatore rispecchia il comportamento dell’osservato, come se stesse compiendo l’azione egli stesso. Per questa capacità di di risonanza siamo in grado di imitare l’azione dell’altro. Si tratta di una comunicazione pre-linguistica tra i due sistemi cerebrali. Attraverso il confronto tra individui e la relazione con l’altro nasce la soggettività intesa come scoperta di sé e il riconoscimento dell’altro come proprio simile.
Questi neuroni sono localizzati nell’area di Broca (parte dell'emisfero sinistro del cervello, localizzata nel piede della terza circonvoluzione frontale, le cui funzioni sono coinvolte nella elaborazione e comprensione del linguaggio ). e nella corteccia parietale inferiore, area interessata alla programmazione motoria. Il primo esperimento in materia fu quello fatto su un macaco nel cui cervello erano stati posti degli elettrodi per studiare l’attivazione dei neuroni specializzati nel controllo dei movimenti della mano. Mentre lo sperimentatore prendeva una banana da un cesto di frutta per darlo alla scimmia, fu registrata l’attivazione di alcuni neuroni motori dell’animale che però non si era mosso.. Quindi bastava che la scimmia guardasse chi eseguiva il movimento per determinare l’attivazione dei motoneuroni. Questi nell’uomo si trovano vicino all’area di Broca, il che avvalora l’ipotesi che il linguaggio si sia sviluppato ed evoluto tramite le informazioni gestuali e che il sistema dei neuroni specchio sia stato capace di comprendere, codificare e decodificare tali informazioni.
Questo sistema permette l’apprendimento attraverso l’imitazione del comportamento degli altri.
I neuroni a specchio hanno messo in evidenza quanto è connaturata la reciprocità che lega un individuo all’altro, condizione pre-verbale e pre-razionale che identifica l’uomo come animale sociale che ha bisogno della comunicazione con i propri simili.
Autoguarigione
Il corpo umano possiede delle capacità di autoguarigione che si manifestano anche in presenza di gravi patologie. Definito scientificamente come guarigione spontanea, detto fenomeno sembra avere quale substrato anatomo - fisiologico l’asse ipotalamo-ipofisario e il sistema immunitario. .
La PNEI (psico-neuroendocrinoimmunologia) dimostra che la produzione di ormoni e molecole favorenti (citochine, serotonina, dopamina attivate dal sistema limbico) e l’apporto di uno status mentale creativo, della preghiera, di uno stile di vita sano che tende all’eliminazione di eccessi alimentari e di sostanze nocive per l’organismo, sollecitano un complesso processo interno che si oppone allo sviluppo e alla progressione delle patologie.
La tendenza ai disturbi dell’umore è riconducibile anche a una differente struttura della corteccia cerebrale ?
Perché la depressione accomuna spesso i membri di una stessa famiglia? È il quesito cui hanno cercato di rispondere i ricercatori del Columbia University Medical Center attraverso un’indagine, condotta su un campione di 131 individui di età compresa tra 6 e 54 anni (con e senza storia di depressione in famiglia). Lo studio ha messo in luce che un assottigliamento della corteccia cerebrale nell’emisfero destro è correlabile alla familiarità del disturbo in questione. Nei soggetti considerati ad alto rischio di depressione, è stato infatti evidenziato un assottigliamento della corteccia pari al 28%. Gli stessi soggetti sono quelli che hanno ottenuto i risultati peggiori nei test di memoria e di attenzione. Come spiegano i ricercatori, resta comunque da capire se l’anomalia è una causa o un effetto della depressione.
La diversità è legata a un gruppo di geni.
Le donne dicono 36mila parole al giorno, mentre gli uomini 18 mila. Diverse sono le caratteristiche che diversificano il comportamento dei due sessi, dovute a differenze geniche : empatia, aggressività, valutazione del rischio. Non esiste nessuna differenza legata al sesso per quanto riguarda l’intelligenza in generale, però le donne hanno una migliore memoria visiva e gli uomini hanno un miglior orientamento nello spazio.Le donne rivelano ai test di essere molto più portate a mostrarsi compassionevoli nei confronti delle persone e quindi fanno amicizia più facilmente rispetto agli uomini. I maschi, sono più inclini ai comportamenti aggressivi, accettano più facilmente di assumersi dei rischi e si dimostrano abili nel capire e concepire sistemi complessi come i motori delle macchine, la programmazione del videoregistratore o anche le leggi del fuori gioco calcistico.
I risultati di queste osservazioni, hanno portato il professor Simon Baron-Cohen dell’Università di Cambridge, a pensare che esistano nel cervello “empatie tipo”, più comuni tra le donne, e “sistemi tipo”, più diffusi tra gli uomini. Ma naturalmente le differenze non stanno tutte qui. “Uomini e donne sono diversi anche nell’approccio che usano per trovare un patner sessuale : gli uomini sono attirati dalla gioventù e dalla bellezza, e le donne dallo status”.
Il risultato degli studi sulla differenza dei geni di uomini e donne potrebbe spiegare un’importante componente delle variazioni nei comportamenti, nelle malattie mentali e neurologiche, oltre chiarire perché le donne, si ammalano più facilmente di depressione e Alzheimer.
Cervello femminile, cervello maschile:
Il punto sulle differenze
Più simmetria nella donna
Le ultime ricerche indicano che negli esseri umani il cervello maschile possiede un'asimmetria più pronunciata rispetto al cervello femminile, sia nell'aspetto generale sia nelle regioni particolari.
È agli ormoni e alla loro fluttuazione durante il ciclo femminile (estrogeni e progesterone), che i medici attribuiscono l'incidenza tre volte maggiore delle emicranie nelle donne rispetto agli uomini.
Le statistiche dimostrano che in caso di ictus cerebrale o di trauma cranico, le donne recuperano meglio le loro facoltà. Oltre al fatto che il loro cervello invecchia in generale molto meglio rispetto a quello degli uomini.
Simmetria del linguaggio nella donna
Le tecniche di imaging dimostrano che quando una donna parla o ascolta, il suo cervello si "accende" in modo più simmetrico rispetto a quello dell'uomo nel quale è soprattutto l'emisfero sinistro ad essere sollecitato.
Senso dell'orientamento
Dei ricercatori dell'Università di Ulm (Germania) hanno testato il senso di orientamento nei due sessi servendosi di uno schermo che riproduceva virtualmente un labirinto abbastanza complesso. Risultato: per trovare l'uscita le donne hanno utilizzato la loro corteccia parietale e prefrontale destra, mentre gli uomini hanno utilizzato maggiormente il loro ippocampo sinistro e questa differenza darebbe conto della diversa capacità di orientarsi, maggiore nell’uomo rispetto alla donna.
Le donne sono migliori nelle funzioni del linguaggio
Gli uomini sono in generale più dotati in matematica e meccanica mentre le donne si mostrano superiori negli esercizi collegati al linguaggio; memorizzare oggetti posti su di un tavolo, trovare dei sinonimi, enunciare più parole che cominciano con la stessa lettera. Esse possiedono in generale un'elocuzione facilitata e padroneggiano meglio la grammatica e l'ortografia.
Occorre aggiungere inoltre che si contano un numero maggiore di uomini affetti da problemi collegati alla lettura e al linguaggio, come la dislessia e la balbuzie.
In questa constatazione nessuno potrà mai affermare in che misura interviene l'innato e l'acquisito. Le cellule nervose infatti non obbediscono solamente alla genetica: tessono le loro reti in funzioni degli stimoli. È dunque evidente che una parte delle differenze tra i sessi sono la conseguenza dei giochi praticati nell'infanzia e dell'educazione.
Suddivisione dei compiti
Alcuni scienziati propongono una spiegazione alle predette differenze. Esse sarebbero il risultato dell'evoluzione che ha portato i due sessi a suddividere i compiti necessari per la sopravvivenza durante migliaia di anni.
Il cucciolo dell’uomo, a differenza di altri esseri viventi, richiede cure e protezione per un lungo periodo. La sopravvivenza del gruppo ha necessitato quindi lo stabilimento di una base abitativa e la suddivisione del lavoro: la donna al focolare domestico e l'uomo a caccia.
La caccia avrebbe stimolato nell'uomo una migliore capacità visuo-spaziale, mentre la vita sociale e l'educazione dei giovani avrebbero stimolato nella donna lo sviluppo del linguaggio.
Seguendo questa ipotesi, si potrebbe azzardare una conclusione un po’ femminista: le donne hanno contribuito particolarmente allo sviluppo degli elementi che caratterizzano la nostra umanità, ovvero all'evoluzione delle zone cerebrali implicate nella parola e nel pensiero. E non per niente le bambine parlano solitamente prima dei maschietti…….
